Othmar Spann

La scienza dell’intero

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Il filosofo viennese Othmar Spann (1878-1950) non è stato soltanto un intellettuale “militante”, il discusso e influente teorico di un ordinamento cetuale nell’epoca della prima grande crisi del capitalismo mondiale e dei sistemi costituzionali liberaldemocratici sorti con la rivoluzione francese – protagonista, con l’opera Der wahre Staat (1921), della cosiddetta “rivoluzione conservatrice” e irriducibile avversario sia del totalitarismo comunista che, in seguito, di quello nazista -. Spann è stato anche uno dei principali scienziati sociali ed economisti del suo tempo, che si è confrontato e spesso ha polemizzato con i più importanti nomi del momento (dai neokantiani a Simmel e Spengler, da Kelsen ai marginalisti e ai gesuiti “solidaristi”) su fondamentali questioni legate alla natura della società e al rapporto tra stato ed economia, teorizzando, ad esempio, un modello istituzionale fortemente decentrato che anticipa il principio di sussidiarietà dell’enciclica Quadragesimo anno. Se il novecento è stato il secolo di Max Weber – con la sua concezione della secolarizzazione come “disincantamento del mondo” e “politeismo dei valori” – allora Spann, che di Weber e dei suoi allievi è stato fin da subito un risoluto avversario, con il suo lavoro ha voluto, al contrario, rifondare le scienze della società e della politica sul concetto antiriduzionista, di origine aristotelica, di intero (Ganze), e su quello di interezza (Ganzheit). La dottrina spanniana dell’“universalismo” introduce un approccio metafisico e realista nelle scienze dell’uomo (sociologia, economia politica, politologia e dottrina dello stato, scienze filosofiche e della religione ecc.), in grado di unificarle e riagganciarle nuovamente al Principio Primo dell’ordine. Dal punto di vista epistemologico l’opera di Spann rappresenta infatti ancora oggi uno dei tentativi più originali e profondi di critica dei presupposti ideologici della modernità – un ritorno, aggiornato ai tempi, al metodo dei classici e della scolastica, già prima di Maritain, Voegelin, Arendt, Strauss o MacIntyre –, e un fecondo legato per il futuro della cultura scientifica dell’Occidente.

Il Curatore

Giovanni Franchi (Roma 1967) è ricercatore confermato di Filosofia politica presso l’Università degli Studi di Teramo, dove attualmente insegna Teoria della politica. Studioso di Eric Voegelin, Alois Dempf e dell’etica sociale cattolica del XX secolo (Johannes Messner, Arthur-Fridolin Utz), ha pubblicato il primo saggio monografico su Othmar Spann apparso in Italia La filosofia sociale di Othmar Spann (Jouvence 2002). Tra i suoi ultimi lavori: Bonum Ordinis – Studi di etica sociale e della cultura (Nuova Cultura 2011).

Anno: 2012
Pagine: 194
Formato: 17 x 24 cm
Peso: 351 g
Colore: B/N
Copertina: Morbida
Legatura: Brossura
Lingua: Italiano
ISBN: 9788861348042

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