Congregato populo in palatio communis

Il palazzo pubblico nel Medioevo: il caso del Lazio meridionale

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Se le prime forme di governo comunale comparvero già nel XI secolo nell’Italia centro-settentrionale, è solo alla fine del secolo successivo, dopo la Pace di Costanza (1183), che i Comuni cominciarono a dotarsi di un edificio apposito dove svolgere le funzioni civiche, un palazzo che ne rappresentasse anche visivamente l’autorità e il potere. Al Nord si diffuse un modello tipologico uniforme, il broletto, costituito da un loggiato aperto al pianterreno e da un’ampia aula rettangolare al primo piano. Nelle regioni centrali, invece, dove con l’eccezione della Toscana i cantieri pubblici furono avviati con un certo ritardo rispetto all’area padana, il palazzo pubblico assunse di volta in volta forme architettoniche e schemi differenti. Partendo da questo fenomeno il libro ripercorre le vicende costruttive delle maggiori fabbriche comunali in area padana e nelle attuali regioni dell’Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche e Lazio), ma dedica particolare attenzione all’area del Lazio meridionale che comprende le regioni storiche della Marittima e della Campagna, coincidenti con le attuali province di Latina e Frosinone e con una parte della provincia di Roma. In quest’area l’esordio dell’età comunale avviene quasi un secolo dopo il Nord e i regimi politici non raggiunsero mai il livello di sviluppo dei più dinamici comuni settentrionali, ma anche in questo caso i governi cittadini non rinunciano a dotarsi di un palazzo pubblico. Di tali edifici, finora analizzati per lo più singolarmente, la ricerca presenta un’ampia lettura complessiva, indagando sulle vicende costruttive e sulla collocazione urbanistica: dalle fabbriche più significative, come i palazzi comunali di Segni, Priverno, Anagni e Ferentino, agli episodi più problematici, come Sezze e Terracina, fino ai palazzi perduti, come la Casa della ragione di Velletri, di cui le testimonianze documentarie consentono di formulare un’ipotesi ricostruttiva.

L'Autrice

Roberta Cerone (Roma, 1978) si è laureata e specializzata in Storia dell’arte medievale e attualmente sta ultimando il dottorato di ricerca nella medesima disciplina presso la Sapienza Università di Roma. È redattore di Arte Medievale (Silvana editoriale), periodico internazionale di critica dell’arte medievale, e ha pubblicato alcuni studi sull’architettura monastica in Italia centrale tra XII e XV secolo.

Anno: 2010
Pagine: 176
Formato: 20 x 28,3cm
Peso: 446 g
Colore: B/N
Copertina: Morbida
Legatura: Brossura
Lingua: Italiano
ISBN cartaceo: 9788681345508

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