Verso un’eurozona della difesa

Sviluppo delle flessibilità istituzionali nelle politiche europee di sicurezza e difesa

Autore/i: Giorgio Daviddi

12.90

[:it]Il concetto di flessibilità istituzionale si fonda sull’idea di consentire agli Stati “capaci e volenterosi” di procedere verso un più alto livello di integrazione, senza compromettere nell’immediato le prerogative degli altri consociati, ma costituendo al tempo stesso un laboratorio per il futuro dell’Unione Europea. Con il Trattato di Lisbona, la flessibilità istituzionale è stata introdotta formalmente all’interno della politica di sicurezza e difesa in varie forme: in particolare nella sua configurazione di cooperazione strutturata permanente (potenziale preludio ad un’Eurozona della difesa), contribuendo con ciò ad una sua ricomposizione unitaria all’interno dell’architettura istituzionale dell’Unione.

Il volume si propone di ripercorrere il graduale sviluppo della flessibilità nel campo della sicurezza e difesa comune fin dall’origine per arrivare a descriverne e valutarne il significato recente alla luce delle importanti innovazioni apportate dal Trattato di Lisbona. Esso si conclude con l’auspicio che i nuovi meccanismi varati con il Trattato si traducano in reali iniziative, a cominciare proprio da quella “Eurozona” della difesa che potrebbe contribuire sia allo sviluppo dell’Ue come “provider” di sicurezza sia a completare il disegno di Unione politica, anche se limitata ad un numero di paesi inferiore a quello di tutti i membri dell’Ue.


Giorgio Daviddi ha conseguito la laurea magistrale in “Relazioni Internazionali” presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi Roma Tre (2011). Ha frequentato la “La Trobe University” di Melbourne nell’ambito del programma “EU-AU Global Citizenship” ed è attualmente tirocinante presso il Consolato Generale d’Italia a New York.[:en]Il concetto di flessibilità istituzionale si fonda sull’idea di consentire agli Stati “capaci e volenterosi” di procedere verso un più alto livello di integrazione, senza compromettere nell’immediato le prerogative degli altri consociati, ma costituendo al tempo stesso un laboratorio per il futuro dell’Unione Europea. Con il Trattato di Lisbona, la flessibilità istituzionale è stata introdotta formalmente all’interno della politica di sicurezza e difesa in varie forme: in particolare nella sua configurazione di cooperazione strutturata permanente (potenziale preludio ad un’Eurozona della difesa), contribuendo con ciò ad una sua ricomposizione unitaria all’interno dell’architettura istituzionale dell’Unione.

Il volume si propone di ripercorrere il graduale sviluppo della flessibilità nel campo della sicurezza e difesa comune fin dall’origine per arrivare a descriverne e valutarne il significato recente alla luce delle importanti innovazioni apportate dal Trattato di Lisbona. Esso si conclude con l’auspicio che i nuovi meccanismi varati con il Trattato si traducano in reali iniziative, a cominciare proprio da quella “Eurozona” della difesa che potrebbe contribuire sia allo sviluppo dell’Ue come “provider” di sicurezza sia a completare il disegno di Unione politica, anche se limitata ad un numero di paesi inferiore a quello di tutti i membri dell’Ue.

Giorgio Daviddi ha conseguito la laurea magistrale in “Relazioni Internazionali” presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi Roma Tre (2011). Ha frequentato la “La Trobe University” di Melbourne nell’ambito del programma “EU-AU Global Citizenship” ed è attualmente tirocinante presso il Consolato Generale d’Italia a New York.[:]

Altre info editoriali
ISBN cartaceo: 9788861349575
Numero pagine: 158
Colore: B/N
Data di pubblicazione: 22 Dicembre 2012

Informazioni aggiuntive

Peso 0.292 kg
Dimensioni 24 × 17 × 24 cm

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