Sincretismi e asincretismi della letteratura russa del novecento

Brevi annotazioni su Pasternak, Bulgakov, Solženicyn e Pelevin

Autore/i: Maria Antonietta Mendosa

8.00

In questo saggio si prendono in esame e vengono indagati i fenomeni artistico-letterari del panorama culturale russo del Novecento, sia sul piano diacronico che su quello sincronico, al fine di “datare” la nascita dei movimenti di pensiero e dei vari “credo” estetici, prossimi tra loro, ma apparentemente non concomitanti, e vi si riportano alcune annotazione sul valore letterario propriamente russo, e non sovietico, degli scritti di Pasternak, di Bulgakov, di Solženicyn e del postmodernista Pelevin. Nel Novecento russo, infatti, ci si trova in presenza di processi apparentemente di trasformazione ma che, in realtà, indicano una ripresa, peraltro spesso indecifrabile, di questioni e di problemi preesistenti perché ereditati dalla tradizione. Lo stesso concetto di tradizione non è sempre interpretato alla stessa maniera. Infatti, le “ermeneutiche” dell’idea di tradizione tendono, nel nostro caso, a conferire alla tradizione un senso più ideologico che letterario. E se pensiamo, per un momento, a codeste due differenti rivisitazioni, la riflessione dovrebbe portarci ad approfondire la relazione materia/forma che nel contesto russo-sovietico si propone in termini aspecifici in quanto la forma è data sì dall’arte, ma il contenuto, la materia, proviene necessariamente dall’ideologia marxista per la quale non c’è dualismo tra materia e forma poiché le parti che costituiscono questa relazione non possono pensarsi separate l’una dall’altra. In questo senso, dunque, non è pensabile che la forma, lo stile, non si faccia carico del contenuto e viceversa. Codesta concezione duale di materia e forma è propria del realismo sovietico e trova nella praxis marxiana i suoi presupposti.
Maria Antonietta Mendosa nasce a Taranto nel 1967, si trasferisce, ancora piccola, con la famiglia, a Roma dove si laurea in “Scienze Politiche” presso l’Università La Sapienza e in “Filosofia della conoscenza” presso la Pontificia Università Lateranense. Dopo il conseguimento del Dottorato di ricerca, pubblica un’originale monografia dal titolo La narrativa come ricerca di senso in Dostoevskij. Autrice di numerosi saggi e articoli concernenti la filosofia antica e moderna, e anche le cosiddette filosofie seconde, questa studiosa ha anche dato un significativo contributo alla conoscenza della letteratura russa in Italia pubblicando alcune, interessati riflessioni d’ordine contenutistico e al tempo stesso d’ordine metodologico. Conosce cinque lingue e ricopre incarichi d’insegnamento, già da alcuni anni, in più di una Università. Tra i suoi lavori letterari, ricordiamo: La narrativa come ricerca di senso in Dostoevskij (1998); La scrittura autobiografica  evocativa in LevNikolaevič Tolstoj e in Simone de Beauvoir (1999); L’idea laica di “sacro” in Tolstoj e in Dostoevskij (2001); Il “discorso” della verità tra “Istina” e “Pravda” (2004); Ermeneutica della cultura sovietica. La letteratura dell’antitesi (2006); Analisi retorico-aristotelica dell’appello del presidente della Russia Vladimir Putin del 4 Settembre 2004 (L’attacco terroristico di Beslan) (2007); L’ermeneutica della Praxis sociale nel racconto dostoevskiano Il coccodrillo (2009).

Altre info editoriali
ISBN cartaceo: 9788861344433
Numero pagine: 76
Colore: B/N
Data di pubblicazione: 15 Marzo 2014

Informazioni aggiuntive

Peso 0.149 kg
Dimensioni 24 × 17 cm

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