L’idea russa e le idee d’Europa

Storia filosofica e imagologica del confronto tra l’autocoscienza russa e l’autocoscienza europea

Autore/i: Roberto Valle

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Si può escludere la Russia dall’Europa? La suspense interrogativa posta dall’autocoscienza europea sin dal XVIII secolo si ripropone come un enigma da decifrare e sembra riattualizzare un déjà vu storico che riappare come uno spettro imagologico e geopolitico nel XXI secolo. L’antinomia geofilosofica tra la libertà e il dispotismo è centrale per comprendere quel conflitto imagologico che tra il XVIII e il XXI secolo ha caratterizzato le relazioni internazionali e culturali tra la Russia e l’Europa. L’immaginario imagologico europeo ha forgiato l’idea di minaccia russa, stigmatizzando la pericolosa propensione dei russi sia al dispotismo autocratico, sia al comunismo. Il confronto tra la Russia e l’Europa va collocato sia nella prospettiva della storia filosofica e intellettuale, sia nella prospettiva rovesciata dell’imagologia, quale rappresentazione spettrale dell’alterità di un paese straniero. L’idea russa, quale eterotopia dell’Europa, è considerata sia nella sua genesi e nei suoi sviluppi, sia nel confronto con le diverse idee di Europa. Il gradiente culturale fa emergere la specificità delle diverse idee d’Europa (idea polacca, idea francese, idea tedesca, idea britannica, ideologia italiana) nel loro polifonico confronto con l’idea russa. Nel XXI secolo, il dualismo culturale tra la Russia e l’Europa deriva da due diverse prospettive geopolitiche concorrenti che ripropongono sia il confronto tra l’idea russa e le idee d’Europa, sia la fatale suspense interrogativa: si può escludere la Russia dall’Europa?

Roberto Valle Professore ordinario di Storia dell’Europa orientale presso la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione della Sapienza. Studioso della storia del pensiero politico russo e degli slavi del sud e della storia delle metamorfosi geo-filosofiche e geopolitiche dell’Europa orientale e dello spazio eurasiatico Tra le sue pubblicazioni i volumi Dostoevskij politico e i suoi interpreti L’esodo dall’Occidente (1990); “Despotismo bosnese” e “anarchia perfetta”. Le rivolte in Bosnia ed Erzegovina nelle corrispondenze alla Propaganda Fide (1831-1878) (2003); La Russia e l’Eurasia. Geopolitica, iconografia e istoriosofia del Great Game e del New Great Game (2008); L’idea russa e il culto della personalità. Le metamorfosi della dittatura in Russia dall’età moderna all’età contemporanea (2012); Genealogia della russofobia. Custine, Donoso Cortès e il dispotismo russo (2012). Tra i numerosi saggi: Prospettive della guerra civile negli Stati Uniti e in Russia. L’autocoscienza russa e la guerra di secessione americana (2004); “Monarchia legale” o “comédie” legale? Il Nakaz di Caterina II e le Observations sur le Nakaz di Diderot (2005); “Ombre russe”. Considerazioni su Mazzini, Bakunin e la russofobia (2007); Genealogia e crepuscolo del fascismo: Ivo Andrić e la «rivoluzione fascista» in Italia e nei Balcani (1914-1945) (2010); Immagini dell’Imperium. Facciate e rovine della Russia-URSS. Kapuśćiński e Custine (2018).

Altre info editoriali
ISBN cartaceo: 9788833653846
Numero pagine: 336
Colore: B/N
Data di pubblicazione: 17 Maggio 2021

Informazioni aggiuntive

Peso 0.470 kg
Dimensioni 14 × 20 cm

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