Hackers

Autore/i: Gianluigi Fioriglio

20.00

[:it]

Il presente volume è finalizzato al raggiungimento di diversi obiettivi: operare una ricostruzione critica e unitaria del fenomeno degli hackers; superare le concezioni sensazionalistiche e superficiali che lo hanno travisato; analizzarne gli aspetti involutivi ed evolutivi mettendo in luce i profili giuridicamente rilevanti; valutare il contributo degli hackers e della loro etica alla costruzione della società contemporanea; studiare il ruolo della disobbedienza civile e dell’hacktivism alla luce della crisi delle moderne democrazie rappresentative e della società globalizzata; delineare alcune possibili prospettive del fenomeno.

Una simile indagine, che abbraccia problematiche diverse, ha richiesto una considerazione unitaria ed interdisciplinare dell’hacking. Caratterizzato da un’etica dirompente, è espressione dell’agire di un uomo che vuole essere artefice del proprio destino e che può contribuire anche a migliorare quello altrui grazie alla condivisione delle proprie idee. In una società caratterizzata da molteplici elementi critici, soprattutto in ambito informatico-giuridico, ciò non è tuttavia facile. Gli effetti della rivoluzione tecnologica hanno infatti modificato la società contemporanea rendendo problematica l’attività di legislatori e magistrati, in un mondo in cui i confini tradizionali fra gli stati sono sempre più labili e quelli digitali quasi inesistenti; in esso sorgono nuovi soggetti che pretendono di far sentire la propria voce e di esprimere consenso e dissenso non solo nel proprio stato e verso i propri rappresentanti ma anche nella società globale. Tuttavia, l’interazione, a diversi livelli, è spesso virtuale e posta in essere mediante strumenti informatici e reti telematiche, in comunità reali e virtuali (inclusi i siti di social network).

Il sensazionalismo che caratterizza nuovi e vecchi media ha tuttavia portato a travisare la figura degli hackers, soggetti ben distinti dai criminali informatici ma ad essi normalmente parificati, nonostante la loro etica sia basata su principi che richiamano quelli democratici. Un recupero di tale etica può assumere una fondamentale importanza nella Società dell’informazione, ove molti fenomeni, sinora legati alla materialità della realtà fattuale, assumono valenze nuove in seguito allo sviluppo delle tecnologie informatiche: basti pensare alla disobbedienza civile elettronica, che può diventare una forma assai efficace di espressione del dissenso. In tale quadro, compiutamente analizzato nel presente volume, gli hackers, oggi più che in passato, possono fornire un prezioso apporto nello sviluppo di una società che cambia forse troppo in fretta e contribuire al rispetto di quei principi di democrazia e libertà troppo spesso proclamati e contestualmente violati.


Gianluigi Fioriglio è assegnista di ricerca (Università di Roma “Sapienza”) e dottore di ricerca (Università di Lecce). Già Max Weber Fellow e visiting Max Weber Fellow (European University Institute) e assegnista di ricerca nella Università di Bologna, è stato Visiting Scientist presso il Massachusetts Institute of Technology e collabora con le Università di Roma “Sapienza” e di Bologna. È stato relatore e reviewer in conferenze nazionali e internazionali e ha svolto attività di docenza in corsi universitari e post-universitari, master, workshop e seminari presso vari atenei (fra cui le Università di Roma “Sapienza”, Teramo, del Salento e Bologna, nonché la London School of Economics and Political Science). Ha al suo attivo oltre venti pubblicazioni, fra cui: Il diritto alla privacy. Nuove frontiere nell’era di Internet (Bononia University Press, 2008); Temi di informatica giuridica (Aracne, 2004).

[:en]Il presente volume è finalizzato al raggiungimento di diversi obiettivi: operare una ricostruzione critica e unitaria del fenomeno degli hackers; superare le concezioni sensazionalistiche e superficiali che lo hanno travisato; analizzarne gli aspetti involutivi ed evolutivi mettendo in luce i profili giuridicamente rilevanti; valutare il contributo degli hackers e della loro etica alla costruzione della società contemporanea; studiare il ruolo della disobbedienza civile e dell’hacktivism alla luce della crisi delle moderne democrazie rappresentative e della società globalizzata; delineare alcune possibili prospettive del fenomeno.

Una simile indagine, che abbraccia problematiche diverse, ha richiesto una considerazione unitaria ed interdisciplinare dell’hacking. Caratterizzato da un’etica dirompente, è espressione dell’agire di un uomo che vuole essere artefice del proprio destino e che può contribuire anche a migliorare quello altrui grazie alla condivisione delle proprie idee. In una società caratterizzata da molteplici elementi critici, soprattutto in ambito informatico-giuridico, ciò non è tuttavia facile. Gli effetti della rivoluzione tecnologica hanno infatti modificato la società contemporanea rendendo problematica l’attività di legislatori e magistrati, in un mondo in cui i confini tradizionali fra gli stati sono sempre più labili e quelli digitali quasi inesistenti; in esso sorgono nuovi soggetti che pretendono di far sentire la propria voce e di esprimere consenso e dissenso non solo nel proprio stato e verso i propri rappresentanti ma anche nella società globale. Tuttavia, l’interazione, a diversi livelli, è spesso virtuale e posta in essere mediante strumenti informatici e reti telematiche, in comunità reali e virtuali (inclusi i siti di social network).

Il sensazionalismo che caratterizza nuovi e vecchi media ha tuttavia portato a travisare la figura degli hackers, soggetti ben distinti dai criminali informatici ma ad essi normalmente parificati, nonostante la loro etica sia basata su principi che richiamano quelli democratici. Un recupero di tale etica può assumere una fondamentale importanza nella Società dell’informazione, ove molti fenomeni, sinora legati alla materialità della realtà fattuale, assumono valenze nuove in seguito allo sviluppo delle tecnologie informatiche: basti pensare alla disobbedienza civile elettronica, che può diventare una forma assai efficace di espressione del dissenso. In tale quadro, compiutamente analizzato nel presente volume, gli hackers, oggi più che in passato, possono fornire un prezioso apporto nello sviluppo di una società che cambia forse troppo in fretta e contribuire al rispetto di quei principi di democrazia e libertà troppo spesso proclamati e contestualmente violati.

Gianluigi Fioriglio è assegnista di ricerca (Università di Roma “Sapienza”) e dottore di ricerca (Università di Lecce). Già Max Weber Fellow e visiting Max Weber Fellow (European University Institute) e assegnista di ricerca nella Università di Bologna, è stato Visiting Scientist presso il Massachusetts Institute of Technology e collabora con le Università di Roma “Sapienza” e di Bologna. È stato relatore e reviewer in conferenze nazionali e internazionali e ha svolto attività di docenza in corsi universitari e post-universitari, master, workshop e seminari presso vari atenei (fra cui le Università di Roma “Sapienza”, Teramo, del Salento e Bologna, nonché la London School of Economics and Political Science). Ha al suo attivo oltre venti pubblicazioni, fra cui: Il diritto alla privacy. Nuove frontiere nell’era di Internet (Bononia University Press, 2008); Temi di informatica giuridica (Aracne, 2004).[:]

Altre info editoriali
ISBN cartaceo: 9788861345331
Numero pagine: 280
Colore: B/N
Data di pubblicazione: 7 Dicembre 2010

Informazioni aggiuntive

Peso 0.481 kg
Dimensioni 24 × 17 cm

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