Augusto Del Noce tra filosofia del diritto e storia

Autore/i: Maria Antonietta Mendosa

8.00

Le riflessioni di Augusto Del Noce testimoniano che nel Novecento esiste ancora un pensiero metafisico all’interno della cultura neoidealistica italiana ed europea. L’idealismo, in generale, questo va subito detto, fondato sul concetto immanente di idea, “chiama in causa” il processo d’inveramento dialettico attraverso cui il mondo e l’essere trovano la propria identità. In particolare, ciò avviene all’interno  della dialettica hegeliana dello Spirito che si realizza secondo un mutamento infinito che si riempie del senso duale dell’immanenza ideale, cioè, sia dell'”attualità come essere Spirito” sia dell’“attualità come appartenenza all’essere Spirito”. Quindi, l’Idea assoluta, grazie alla sua attività autocreantesi, può dirsi l’a priori” di un pensiero che contiene in sé tutte le contraddizioni ontologiche. Ed è in tal senso che si deve intendere la natura assolutamente immanentista dell’idealismo hegeliano. Dunque, il pensiero, che non possiede inizialmente alcuna determinazione, è principio, il principio di tutte le cose, reali ed ideali. L’identità dell’essere con il pensiero sottolinea l’aspetto della mediazione dialettica intercorrente tra il principio ed il principiato. Dunque, l’immanentismo hegeliano mantiene il Pensiero come distinto dalle sue manifestazioni entitative e logiche all’interno dell’in sé e per sé. Del Noce approfondisce particolarmente questo aspetto sulle fonti, sul significato del razionalismo e sulle sue implicazioni storico-culturale sul piano del diritto.

 

L’autrice di questo saggio nasce a Taranto nel 1967, si trasferisce, ancora piccola, con la famiglia, a Roma dove si laurea in “Scienze Politiche” presso l’Università La Sapienza e in “Filosofia della conoscenza” presso la Pontificia Università Lateranense. Dopo il conseguimento del Dottorato di ricerca, pubblica una corposa monografia dal titolo Epistemologia del senso comune. La conoscenza ordinaria e  la conoscenza epistemica di senso comune che, a oggi, ha avuto tre ristampe e una quarta è in via di pubblicazione. Autrice di numerosissimi articoli concernenti la filosofia antica e moderna, e anche le cosiddette filosofie seconde, questa studiosa ha anche dato un significativo contributo alla conoscenza della letteratura russa in Italia pubblicando alcune, originali, interessanti riflessioni d’ordine contenutistico e  al tempo stesso d’ordine metodologico. Conosce cinque lingue e ricopre incarichi d’insegnamento, già da alcuni anni, in più di una Università. Tra i suoi lavori filosofici ricordiamo: L’originalità metafisica di Tommaso d’Aquino dell’interpretazione di Étienne Gilson (1997); Un sentiero interrotto. Il “cogito” cartesiano e il suo impossibile esito realistico (1999); La “verità” sullo scetticismo (2002); Una lettura heiniana del pensiero filosofico moderno (2003); L’eterno presente di Nietzsche (2003); La nozione di “piacere” in Aristotele e in Freud (2004); Epistemologia del senso comune. La conoscenza ordinaria e la conoscenza epistemica di sensocomune (Terza ristampa, 2006); Étienne Gilson: tra idealismo e realismo critico (2008); Il realismo di senso comune nella filosofia politica del Novecento (2008); La metafisica dell’essere. L’opzione ente (2009).

Altre info editoriali
ISBN cartaceo: 9788861344426
Numero pagine: 38
Colore: B/N
Data di pubblicazione: 8 Marzo 2010

Informazioni aggiuntive

Peso 0.086 kg
Dimensioni 24 × 17 cm

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